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Nel 2007, l’Unità di Primatologia Cognitiva e Centro Primati dell’Istc-CNR di Roma e il Festival della Scienza di Genova hanno inaugurato un’originale collaborazione, realizzando insieme l’immagine per la campagna di comunicazione della quinta edizione del Festival dedicata al tema della curiosità. Il protagonista? Un cebo, naturalmente!

ico Bullet La brochure del Festival, con Robin Hood e Pedro

ico Bullet La collaborazione Istc-CNR e Festival

Curiosa come una scimmia” è una di quelle frasi che noi tutti sappiamo e a cui si crede senza chiedersi se sia vero o meno. Ciò che ognuno sa è che quando si vede una scimmia al giardino zoologico o in un documentario dà proprio l’impressione di essere curiosa e interessata. Qualsiasi cosa ne attira l’attenzione e quasi sempre accade che dall’esplorazione visiva la scimmia passi alla manipolazione vera e propria, al gioco, ad attività che sembrano mirate a vedere come funzionano le cose, a capire se è possibile aprirle e a vedere cosa c’è dentro. Insomma sono curiose come i bambini! 

La curiosità è il tema del Festival della Scienza di Genova del 2007 e quando il Festival ci ha chiesto cosa pensavamo dell’idea “Curiosa come una scimmia” e se eravamo disposti a far fotografare i cebi ospitati dal Centro Primati dell’Istituto di Scienze e Tecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche, noi abbiamo detto sì. Chi poteva illustrare questo tema meglio di una scimmia attirando l’attenzione sull’evento? E fra le scimmie chi poteva farlo meglio di un cebo? Nessuno, parola di primatologi. Ed è facile spiegare il perché. Queste scimmie sudamericane, delle dimensioni di un gatto, sono più interessate al mondo esterno di quanto non lo siano altre specie di scimmie. Non solo: il loro interesse persiste per più tempo e viene messo in pratica con un repertorio comportamentale più ricco di quanto non accada per altre specie. I cebi gli oggetti li guardano, esplorano, toccano, mangiano, battono e distruggono a forza di usarli in qualsiasi modo possibile. Inoltre cercano di vedere cosa c’è dentro, di estrarne il contenuto e quando hanno più cose a disposizione le mettono insieme, le combinano. Tutto ciò è molto di più di quanto non avviene con altre scimmie. Tanto è vero che i cebi sono le uniche che sia in condizioni di cattività, sia in natura sono in grado di scoprire e usare sistematicamente gli strumenti. Inoltre abbiamo ritenuto che fosse divertente per questi animali giocare con gli stupendi asterischi del Festival della Scienza. Non si è trattato di sfruttare le scimmie per scopi pubblicitari ma di dar loro qualcosa di interessante da esplorare.

Così un fine settimana in cui le scimmie avevano tempo libero, in cui cioè non erano in corso le osservazioni sistematiche che noi ricercatori facciamo del loro comportamento, è arrivato il fotografo Guido Castagnoli con i suoi colleghi e abbiamo osservato tutti insieme cosa capitava. Abbiamo dato gli stupendi asterischi rossi al gruppo più numeroso, alcuni li abbiamo attaccati al soffitto del recinto altri li abbiamo lasciati a terra. Dopo un’iniziale cautela, che i cebi adottano per evitare di cacciarsi nei pasticci, la curiosità ha preso il sopravvento. Robin Hood e Pedro, due giovani maschi, sono stati  i primi ad avventurarsi sul telo bianco messo da Guido per fare da sfondo, come in un vero set fotografico. E prima ancora di afferrare gli asterischi hanno scoperto quanto può essere divertente saltare su un telo che, a differenza del terreno, produce suoni, si storce e da un senso di leggerezza. Siccome “ogni bel gioco dura poco”, subito dopo hanno iniziato a notare quante nuove cose c’erano da esplorare. La macchina fotografica ha incominciato a scattare una foto dopo l’altra e loro, attirati dal rumore, hanno scoperto che l’obbiettivo, visto da vicino, rifletteva un’immagine interessante e che il cavo di collegamento del flash era perfetto per arrampicarsi e divertente da rosicchiare! E’ stata una giornata divertente ed emozionante sia per noi che per i cebi. Ed il risultato sono state fotografie non solo belle, ma perfettamente in grado di comunicare il tema del Festival.

Un’ultima notazione sul perché riteniamo di non aver usato impropriamente le nostre scimmie. Il primo motivo è la perfetta sintonia scientifica tra il messaggio del Festival e il comportamento naturale di questa specie. Il secondo motivo è che i cebi sono ospitati nel nostro centro per studiarne biologia e comportamento, cioè per fini scientifici ed educativi. Spesso invece gli animali usati nella pubblicità e nel cinema vengono tenuti da qualche privato per questo unico scopo e addestrati a fare quello che la loro “parte” richiede senza che vi sia una congruità fra ciò che fanno sul set e ciò che è il loro comportamento naturale.

Un articolo di Elisabetta Visalberghi e Valentina Truppa pubblicato su “La Stampa” (24/10/2007)

 

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