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Quale è la struttura sociale di Cebus apella?

Nei gruppi sociali dei cebi dai cornetti c’è un maschio dominante che ha accesso privilegiato alle risorse (cibo, spazio, femmine). Gli altri maschi, generalmente più giovani, sono subordinati e hanno taglia inferiore. Per quanto riguarda la gerarchia femminile, la faccenda è più complessa. Anche se esiste una femmina che domina sulle altre, possono esserci altri maschi, oltre al dominante, più alti di lei in gerarchia. L'organizzazione sociale dei cebi tuttavia, è comunque elastica ed è influenzata da variabili ambientali. Gli adulti, sia maschi che femmine, sono molto  tolleranti nei confronti dei piccoli.

Quanto vivono i cebi?

In genere la durata della vita dipende dalle dimensioni corporee. I cebi sono longevi se confrontati con le altre specie. Sono grandi più o meno come un gatto (non di quelli troppo grassi!) ma in cattività, il loro record è di 53 anni! Tuttavia, anche se in buona salute e ben nutriti, i cebi vivono al massimo fino ai 40 anni. Naturalmente, per le popolazioni che vivono in natura il discorso è diverso: per ora, i dati a disposizione dei ricercatori ci dicono che i cebi selvatici possono vivere fino ai 30-35 anni.

Il legame affettivo fra studiosi e scimmie influisce sull'esito delle ricerche?

E' indubbio che ricercatori e studenti stabiliscono un rapporto affettivo con i cebi. E' impossibile non affezionarsi a queste stupendi animali. Questo però non deve influire sui risultati delle ricerche e sulla loro interpretazione. Coloro che studiano le scimmie devono stare molto attenti a non antropomorfiazzarne il comportamento. Uno scienziato, a prescindere dal coinvolgimento emotivo verso i soggetti che studia, può e deve essere rigoroso nell’osservazione e analisi dei dati, preferendo  spiegazioni semplici a quelle complesse. Insomma, in etologia così come nelle altre discipline scientifiche vale il principio noto come "rasoio di Occam" secondo il quale "a parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire". 

Nel Centro Primati viene effettuato un controllo delle nascite?

Gli zoo e i centri di ricerca devono fare i conti con lo spazio limitato che hanno a disposizione. Animali che in cattività si riproducono velocemente sono un problema per il loro stesso benessere. L'affollamento è fonte di stress anche se il cibo è abbondante. Nel Centro Primati da anni limitiamo le nascite utlilizzando varie tecniche, dai contraccetivi per le femmine agli interventi chirurgici su maschi e femmine. Si tratta sempre di interventi che non modificano il loro comportamento sessuale.

Perché una madre abbandona i propri cuccioli?

Le cause possono essere molteplici. Talvolta una femmina al primo parto  manca dell’esperienza necessaria per allevare il piccolo. Oppure una femmina può non avere latte. L'abbandono si verifica sia in natura sia in laboratorio. Nel primo caso non c’è molto da fare: se nel gruppo non c’è un’altra femmina in grado di allattare, il piccolo muore nel giro di poche ore. In cattività, invece, le cose cambiano. Il cucciolo può essere allevato a mano, con l’obiettivo di un reinserimento tra i suoi simili.

I cebi si riconoscono allo specchio?

No. Gli studi condotti sino a oggi dimostrano che le antropomorfe (scimpanzé, bonobo, gorilla e oranghi) sono gli unici primati, oltre all'uomo, che sanno riconoscere la propria immagine riflessa in uno specchio. Per molte altre specie quello che appare nello specchio sembra un conspecifico da corteggiare o da minacciare. In realtà, nel caso dei cebi la questione sembra più complicata. I cebi mostrano comportamenti differenti da quelli che hanno di fronte a un individuo sconosciuto. E' possibile che la sincronia dei movimenti tra se stessi e l'immagine riflessa, l'assenza di stimoli olfattivi e di vocalizzazioni differenti dalle proprie rensa la situazione strana e di difficile interpretazione per chi non si riconosce.

Cebus apella o Sapajus apella?

Quando si parla di scimmie cappuccine, si intende un gruppo di scimmie del Sud e Centro America appartenenti al genere Cebus. In realtà, sulla base di dati esclusivamente morfologici, i cappuccini dovrebbero essere divisi in due gruppi: i cosiddetti “gracili” e “robusti”. Del primo fanno parte tutte le specie appartenenti al genere Cebus, del secondo quelle racchiuse nel genere Sapajus. Tuttavia, mancando una conferma genetica, nessun ricercatore si è mai curato troppo di questa classificazione. Ma

Alcuni studi pubblicati nel 2011 hanno fornito prove genetiche e morfologiche dell’esistenza di due generi: il genere Cebus e il genere Sapajus. Secondo questa nuova classificazione, i Cebus apella (i nostri cebi dai cornetti) non dovrebbero più esser chiamati in questo modo bensì Sapajus apella. Ma per evitare di confondere troppo le idee ai lettori in questo sito continueremo a parlare di cebi e non di sapajus, anche perchè nell’elenco delle pubblicazioni ancora si parla di Cebus apella.

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